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Notizie

Votazioni 2018

Scritto da Domenico L.. Postato in Notizie

 Amici entrate in contatto con il maggior numero possibile di candidati alle elezioni del 4 marzo  e inviate il messaggio che segue.
 
Gent.mo "Nome Cognome", 
siamo in vista delle elezioni nazionali. I partiti presenteranno a breve, i programmi elettorali con i quali si rivolgeranno alla parte della popolazione italiana avente diritto di voto. Come naturale, sorgeranno dispute e dibattiti intorno a varie e molteplici questioni, ma noi riteniamo che, al di là dell’appartenenza civica o partitica, possano esservi valori che uniscono trasversalmente molte persone. Per tale ragione, desideravamo chiederLe quale posizione abbiate Lei e il Suo partito o la Sua lista di provenienza in materia di politica e giustizia monetaria.
Concordiamo con chi muove le proprie critiche all’entrata in vigore dell’Euro, affermando come esso abbia rappresentato una disfatta per la nostra un tempo florida nazione. Eppure, desideriamo nel contempo sottolineare come un ipotetico ritorno alla Lira non gioverebbe alla soluzione dei problemi, essendo la questione in gioco ben più profonda, cioè l’inquadratura della moneta in un contesto economico-finanziario che la rende oggi moneta-debito. È pacifico che ogni forma di denaro abbia valore soltanto perché alla base esiste una popolazione che, per convenzione, accetta che lo abbia.
Ciò è tanto più evidente dopo l’abolizione degli accordi di Bretton Woods, abolizione a seguito della quale il sistema bancario internazionale non può nemmeno più utilizzare, per difendere il regime della moneta-debito, la scusa della “riserva d’oro”, essendo questa stata eliminata.
Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall'abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, i popoli sono stati indotti ad accettare, all'atto dell'emissione, la propria moneta col corrispettivo del debito non dovuto, inconsapevolmente. (G. Auriti) L’emissione della moneta avviene attualmente a scapito delle nazioni e della popolazione, le quali la ricevono in prestito dalla B.C.E., che, pur non avendone diritto, si rapporta alle nazioni e ai popoli come un proprietario scaltro e impietoso che presta denaro ai suoi sudditi chiedendo poi loro di riaverlo indietro totalmente e con interessi che risultano necessariamente impagabili.
Su questo tema, le tesi del Prof. Giacinto Auriti (1923-2006), facilmente consultabili online e reperibili in numerose pubblicazioni scientifiche, sono illuminanti. A suo tempo, il Prof. Auriti riuscì a dar vita a una scuola culturale che si stava diffondendo presso molte pubbliche amministrazioni e che nel corso degli anni Novanta poté far sorgere diverse interrogazioni parlamentari sul tema, le quali ricevettero sempre risposte bizzarre e contraddittorie. L’esperimento monetario, ATTRAVERSO CUI il Prof.
Auriti dimostrò la validità delle sue asserzioni, frutto di decenni di studi, cioè che chi CREA IL VALORE DELLA MONETA NON E’ CHI LO EMETTE, MA CHI LO ACCETTA, fu quello del SIMEC, prima moneta al mondo DI PROPRIETA’ DEL PORTATORE, emessa per poco tempo nel piccolo Comune di Guardiagrele, in provincia di Chieti, nei primi anni Duemila. Onorevole, fare almeno conoscere agli Italiani l’esistenza del problema monetario costituirebbe una questione di giustizia. Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola, noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ogni cittadino come reddito di cittadinanza. 
Lavorare tutti insieme per trovare una vera soluzione a ciò rappresenterebbe poi una giusta e meritevole evoluzione. 
Con questa nostra lettera, essendo i summenzionati problemi di vitale importanza per il futuro della nazione, ritenevamo opportuno conoscere il Suo pensiero al proposito.
Ci permetta, in conclusione, di porgerLe i nostri più Cordiali Saluti e di augurarLe buon lavoro.
Noi daremo il voto solo a chi manifesta la volontà di attuare la Propriettà Popolare della Moneta.